Dolcetto di Diano d'Alba DOCG BIO
Produttore: BULA
BULA
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2024
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C’è un vino che sulle colline di Diano d’Alba si beve prima ancora di pensare al vino importante. Lo versano mentre aspettano che il brasato finisca di cuocere, lo portano in vigna durante la potatura, lo condividono con chi passa. È il Dolcetto — e Bula, cantina biologica di Diano d’Alba, lo fa con la stessa cura con cui fa tutto il resto.
Bula è una cantina biologica certificata delle Langhe, radicata nel comune di Diano d’Alba — uno dei territori più vocati per il Dolcetto in tutto il Piemonte. Il loro Dolcetto di Diano d’Alba DOCG BIO nasce dai Sorì — i vigneti collinari esposti a sud-sudovest tipici delle Langhe, dove il sole batte più a lungo e le uve maturano con una concentrazione aromatica che i vigneti pianeggianti non possono dare. La DOCG Diano d’Alba è riservata ai vigneti migliori del comune, con rese più basse rispetto al Dolcetto d’Alba classico: non è un dettaglio, è la ragione per cui questo Dolcetto ha una marcia in più.
La fermentazione in acciaio è breve, per preservare la freschezza e il fruttato del vitigno. Imbottigliato in primavera, è pronto da subito — senza attese, senza cerimonie.
Al colore rosso granato intenso con riflessi violacei. Al naso ciliegia, mora, ribes e una leggera spezia. Al palato pieno, armonico, sapido, con quel finale leggermente mandorlato che è la firma inconfondibile del Dolcetto.
Vitigno: Dolcetto 100% | Alcol: 13,5% | Formato: 0,75 l
Temperatura di servizio: 16–18°C
Vinificazione: Uve da Sorì. Fermentazione breve in acciaio per preservare freschezza e fruttato. Affinamento in acciaio. Imbottigliato in primavera.
Per chi è consigliato
Per chi ama i rossi fruttati, morbidi e senza spigoli. Il Dolcetto è il vino della convivialità piemontese — quello che si stappa senza cerimonie e finisce sempre prima del previsto. È la scelta giusta per chi vuole un rosso piacevole da subito, versatile a tavola e facile da abbinare. E per chi vuole capire perché nelle Langhe, anche il vino “di tutti i giorni” è fatto con una cura fuori dal comune.
Quando berlo
Subito, giovane, quando la frutta è al suo massimo. Non ha bisogno di invecchiamento — è un vino da aprire e godere, preferibilmente in buona compagnia. Leggermente fresco d’estate, a temperatura cantina in inverno.
Caratteristiche del gusto
Morbido, fruttato, con quella chiusura leggermente mandorlata che è la firma del Dolcetto. Non è un vino impegnativo — è un vino generoso, che dà subito quello che promette e non delude mai. La DOCG Diano d’Alba gli dà una struttura e una concentrazione che il Dolcetto d’Alba classico spesso non ha.
Perché abbiamo scelto questo vino
Perché Bula lavora i Sorì di Diano d’Alba con rigore biologico e rispetto per il vitigno. Il Dolcetto di Diano d’Alba DOCG non è un vino di ripiego — è la denominazione più seria per questo vitigno in Piemonte, con rese controllate e vigneti selezionati. Lo abbiamo scelto perché è il Dolcetto che convince anche chi pensa di non amare il Dolcetto, e perché rappresenta le Langhe quotidiane nella loro versione migliore.
Domande frequenti
Con quali piatti si abbina il Dolcetto di Diano d’Alba?
Antipasti piemontesi, vitello tonnato, carne cruda all’albese, tajarin, pizza, salumi, formaggi freschi e di media stagionatura. È il vino che va bene con quasi tutto — e questo è il suo pregio più grande.
Perché si chiama Dolcetto se non è dolce?
Il nome deriva probabilmente dalla morbidezza naturale del vitigno, non dal residuo zuccherino. È un vino secco, ma con una rotondità che lo rende immediatamente piacevole. La nota mandorlata finale è la sua firma — non dolcezza, ma morbidezza.
Qual è la differenza tra Dolcetto di Diano d’Alba DOCG e Dolcetto d’Alba DOC?
La DOCG Diano d’Alba è riservata ai vigneti migliori del comune di Diano d’Alba, con rese per ettaro più basse rispetto alla DOC Alba. Meno uva per pianta significa più concentrazione aromatica e struttura nel vino finale.
Quanto si conserva?
2-4 anni dalla vendemmia. È un vino da bere giovane per apprezzarne freschezza e fruttato al meglio.
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